Senzatitolo: episodio #11

Copertina dell'episodio finale , il numero 11, di Senzatitolo, un racconto di Adriana Anselmo.

Era strano ritrovarsi su quella scogliera: il vento, lei seduta sul prato, Andrea affianco in piedi. Gli sguardi rivolti nella stessa direzione, verso l’oceano. Era la prima volta che si incontravano in quel luogo.

Tutte le volte che aveva avuto bisogno di parlare con lui, chiudeva gli occhi e lo chiamava, e si ritrovava in un immenso parco, con tantissimi fiori colorati. Aveva provato ogni tanto a entrare nella casa vicina, ma non c’era mai riuscita, persa in una serie di labirinti indescrivibili.

Andrea arrivava sempre non l’aveva mai lasciata sola.

Qualcosa era cambiato. Il parco non c’era più, il non essere riuscita a esplorare quella casa non era un fallimento, in realtà non era mai stato necessario. Ora c’erano la scogliera, il vento ed il mare.

“Questo vuol dire che sono cresciuta?”

“Questa è la conferma che sei una roccia. I luoghi non sono mai a caso, finalmente hai trovato te stessa.”

“Pensavo di trovare me stessa nella casa e invece…”

“E invece non devi rinchiuderti ma espanderti. Non potrai mai trovare te stessa in un luogo chiuso, sei destinata ad essere immensa. So che questa parola ti fa paura.”

Non si sentiva affatto una roccia, anzi. Si sentiva così fragile da rimanere seduta, gambe piegate, braccia intorno alle ginocchia. Non sapeva se sentiva freddo o no, il vento le dava noia. Era meglio il parco, mi faceva sentire più protetta. Non mi sento una roccia. Pensava.

“Guarda questa scogliera, l’oceano le si infrange contro, costantemente, eppure lei resiste.”

“Si sbriciola anche. Chissà com’era secoli fa e chissà quanta roccia l’oceano si è mangiato.”

Andrea non rispose e Rebecca trovò il suo silenzio poco rassicurante.
Poche parole da parte di entrambi, estremamente precise. Tutto le rimbalzava in testa. Non disse più niente, osservava il mare e si chiedeva se ci sarebbe stato un altro cambiamento prima o poi, chissà dove si sarebbe ritrovata.

Si rese conto che non era importante, che l’unica cosa da fare era viversi il presente. Rimasero in silenzio ancora per un po’.

“Essere forti non vuol dire non cedere mai. La roccia si sbriciola, il mare si ritrae. Essere forti non è essere duri, irremovibili, ma cedere qualcosa di sé all’altro come fa la terra con il mare ed il mare con la terra.”

Andrea spezzò il silenzio. Rebecca si girò a guardarlo. In quel momento assaporò le sue parole, aveva molto su cui riflettere e non c’era più fretta. Ora si godeva il rumore dell’oceano, il suono del vento e quel calore dentro che non l’aveva più abbandonata.

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