La felicità esiste quando è condivisa.

Mi sono fermata dallo scrivere per diversi motivi, tra cui un po’ di stanchezza, ma soprattutto mi è sorto un dubbio ed è arrivato il momento di affrontarlo.
Ho trasformato questo blog a seguito di una dolorosa esperienza personale dalla quale ho cercato di uscire nell’unico modo che conosco: trasformando il dolore in gioia, o come diciamo noi buddisti, trasformando il veleno in medicina.

Da ogni esperienza si può trarre qualcosa di buono, a volte è veramente dura, ma non esiste eccezione a questa regola.

Così ho fatto un passo indietro, ripreso a studiare e a praticare, anche a pedalare solo per il gusto di pedalare, ed in un qualche modo sento di essere rinata, di aver ripreso in mano la mia Vita. In questa fase di rinascita, di crescita, di riscoperta di me stessa, ho anche compreso chiaramente quale è la mia missione nella Vita.
Da qui in poi la questione si fa scivolosa, perché io tutto voglio apparire fuorché una guru/santona ed è proprio questo il dubbio di cui parlavo poco sopra.

Ho capito che il mio compito è incoraggiare chiunque incontri.

(Piccolo inciso: sono convinta che per incoraggiare qualcuno basta anche solo un sorriso, non necessariamente servono grandi azioni o proclami. A volte un sorriso, un caffè, qualche parola fanno più di mille discorsi vuoti.)

Sostenere gli altri è quello che so fare, mi riesce piuttosto bene e non importa il mezzo che uso, un blog, le bici, non importa che lavoro faccio o farò, tutto è funzionale a quell’unico scopo. È stato per me un momento molto liberatorio. Ma non sono una santa, né una guru, né ho scoperto il Santo Graal.

Ecco cosa vorrei trasmettere alle persone che incontro: sono fatta di carne ed ossa (ed anche un po’ di ciccia), non sono affatto perfetta, ho commesso molti errori ed altri ne farò, ma sono reale.

Ciò che scrivo, ciò che racconto, da sempre sono frutto della mia esperienza diretta.

Se dico che volere è potere so di cosa sto parlando. Se insisto così tanto sul fatto che la felicità è la causa è perché sono la prima, ogni giorno, a sforzarmi di rendere queste parole fatti concreti.

Parlare e scrivere di queste cose non è affatto facile.
In fondo quando mi osservo dal di fuori capita che mi senta un po’ pazza.
La mia sfida con questo blog, con i miei articoli, è rendere tutto questo concreto, tangibile, reale.
Non amo chi parla per frasi fatte senza aver provato per primo. Non amo chi si ammanta di chissà quale superpotere mistico e riservato.

Se c’è una cosa che amo della mia religione è proprio la sua concretezza, quasi palpabile.
Tutti i principi buddisti possono essere separati da quella che è la parte strettamente religiosa senza perdere di significato.
Quindi non sono qui, l’ho scritto, detto e lo farò ancora, per convincere le persone a diventare buddiste, ma sono qui per mettermi al servizio dell’altro, per tendere una mano a chi ne ha bisogno.

Sono qui per far sì che la mia Vita possa essere esempio e direzione per la felicità.

Mamma mia, anche questa è un’affermazione piuttosto impegnativa.

Questo è un mio quadro, del 2011, foto mia e parole di Pirandello
(dice già tutto lui, non aggiungo altro).

Ieri ero in sella, scendevo giù da Spianata Castelletto (Genova) per andare in ciclofficina. Ridevo. È stato un momento, in curva, per i miei standard stavo andando anche un po’ troppo veloce, e ridevo. Non era successo nulla di particolare: i soldi sono sempre pochi finché non riprendo a gennaio con il lavoro a pieno regime, le paure in particolar modo in merito al lavoro non mollano, sono sempre single (e ci sono momenti che non mi garba molto). Ieri mattina tra l’altro non avevo voglia di pedalare ed in salita ho fatto un sacco di fatica.
Ma ad un certo punto ridevo. E poi mi sono commossa pensando ad una mia amica che non c’è più.

Tutto cambia in un attimo, se permettiamo a noi stessi di provarci.

Siamo più forti di quello che ci capita intorno, abbiamo più coraggio di quello che crediamo. Ed ho deciso di aprire questo blog per veicolare tutte queste idee, pensieri, riflessioni, tutta questa energia.

Non vendo corsi, non faccio seminari, non sono una coach, non vendo consulenze. Non c’è nessun segreto da scoprire, non ci sono trucchi.
Lo so, suona tutto molto strano. Vi chiederete cosa ci guadagno.

Non esiste vera felicità se non è condivisa e, aggiungo, nessuna persona veramente felice si trattiene dal desiderio di vedere chi ha intorno felice.

Quindi, tirando le somme di questo mucchio di parole forse un po’ sconclusionate: portate pazienza se ogni tanto sembro una santona, se esagero fatemelo notare, il mio intento non è salire su un pulpito.

Ogni parola, quello che condivido, nasce dal desiderio di rendere disponibile a tutti ciò che ho imparato lungo il mio cammino cosicché possa essere di aiuto, sostegno, ispirazione a tutti coloro che mi incontreranno.

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