La felicità è una scelta.

In questi giorni, sui social, sto martellando parecchio sul concetto che la felicità è una scelta.
Prima o poi qualcuno mi mena, me lo sento.

Sentirsi dire una cosa del genere quando si sta male è un pugno allo stomaco.

Sono sempre stata una grande sostenitrice del motto volere è potere, ma quando mi sono ritrovata a sentirmelo dire, mi sono arrabbiata molto accusando il mio interlocutore di essere troppo riduttivo.

Anche la frase la felicità è una scelta, può essere interpretata nello stesso modo. Lo capisco, capita anche a me. Ma come per volere è potere, è semplicemente vero e di fronte alla verità ci si può solo arrendere.

Non amo ragionare per dualismi, praticando da tanti anni è un modo di pensare che, con il passare del tempo, sta scemando, seppure io viva in una cultura occidentale, dove il bene e il male sono distinti, dove c’è il bianco e il nero, i colori non li consideriamo, dove il concetto di libero arbitrio fa paura.
Non amo neanche parlare di verità in senso assoluto.

Forse è più corretto dire che certe cose sono così ovvie che, di fronte ad esse, c’è poco da controbattere.

Se non ottengo una cosa è perché non l’ho voluta abbastanza. Tanto semplice quanto spiazzante.
Fa parecchio male pensare, dirsi o sentirsi dire una cosa del genere, soprattutto mentre ti lecchi le ferite di fronte al tuo fallimento.

Quando si desidera qualcosa ogni cellula del corpo si muove in quella direzione, la nostra mente è indirizzata lì.

E sul percorso per il raggiungimento di quell’obiettivo siamo pronti a tutto, anche a capire che ciò a cui stiamo puntando forse non fa per noi.

Un conto è cambiare idea. Cambiare è un atto intelligente, al contrario del sentire comune. Un altro è stare lì inermi cercando di capire perché e per come quel che desideriamo non l’abbiamo ottenuto. C’è poco da analizzare: non lo volevamo abbastanza.

Discorso molto complesso, perché so a cosa state pensando…

Ma se io amo qualcuno e lui non mi corrisponde, non è vero che non l’ho voluto abbastanza, non è vero che volere è potere. Come posso scegliere di essere felice, se l’altro non mi corrisponde non sono felice.

Un esempio a caso, visto che sono single dalla notte dei tempi e la mia carriera di gattara zitella è sempre più consolidata.

Partiamo dalla fine.

Scelgo di essere felice a prescindere dalle cose, relazioni, successi, lavori che ho o che non ho.

Credere che la felicità dipenda da qualcosa, come ho già scritto qui, è un errore, è un delegare a qualcun’altro la nostra Vita.
Riformulo è l’errore numero uno.

Volere è potere è un argomento molto complesso, ma d’istinto mi sorge spontanea una sola domanda: perché volere qualcuno che non ci vuole? Perché, se ad un certo punto ci rendiamo conto di essere da soli in questo amore, semplicemente non decidiamo di amarci di più?

La volontà di cui si parla in quest’espressione deve essere innazitutto indirizzata alla nostra felicità: perché desiderare, impegnarsi, sudare sette camicie per qualcosa che non contribuirà concretamente alla nostra felicità?

Ovviamente non sempre sappiamo chiaramente se qualcuno fa per noi oppure no, le relazioni iniziano, finiscono, nessuno ha la palla di cristallo.

A maggior ragione quindi è importante ricordarsi di scegliere di essere felici, in ogni istante, di lottare per ciò che rende la nostra Vita meravigliosa, senza sprecare energie in cose per cui non valga la fatica di farsi il mazzo.

Ovviamente sono cose che non si comprendono a tavolino, ma lungo la strada. Ci vuole coraggio, il coraggio di fare il primo passo, ma anche di continuare, il coraggio di ammettere a noi stessi che stavamo delegando la nostra felicità a qualcos’altro o a qualcun’altro, il coraggio di ammettere che non volevamo abbastanza qualcosa.

Ma attenzione… non è colpevolizzarsi.

La colpa non è un concetto che mi appartiene e soprattutto non ha nulla di valore o costruttivo nella nostra Vita.

Parlo di consapevolezza. La consapevolezza di sapere chi siamo, dove stiamo andando, dove abbiamo mancato, dove possiamo correggerci.
Solo conoscendo il punto di partenza possiamo definire il nostro percorso.

La consapevolezza è il punto di partenza, la felicità e la volontà gli strumenti che abbiamo per rendere il nostro percorso unico.

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