Energia positiva attrae energia positiva.

Particolare della copertina de I Ching (Libro dei Mutamenti)

Come scrivevo su facciadalibro proprio ieri, anno nuovo e sfide vecchie, tra cui quella di alzarsi presto al mattino.

Sfida vecchia perché con la sveglia mi ci picchio ormai da un po’ e, mentre una volta mi bastava dormire quattro ore per notte e mi alzavo senza problemi appena suonava con la voglia di pedalare, ora ho la stessa voglia ma devo dormire minimo sei ore e non riesco ad alzarmi.

A volte sapere che una cosa fa bene non basta ad alimentare la motivazione. Quindi è ormai qualche anno che perdo questa sfida. Ma non smetto di tentare.

Decidere di alzarmi presto, praticare e pedalare non sono vezzi per far vedere che sono brava, ma la routine con cui cominciare e vivere le giornate in un certo modo.

Chiamatela dualità di vita e ambiente (buddisticamente parlando), legge dell’attrazione, principio (non so quale numero) della termodinamica, ma l’energia positiva attrae energia positiva.

Una buona propensione al fare al pensare all’agire attira fortuna, armonia, equilibrio, buone energie e belle persone.

Per questo non smetto di tentare ed ogni giorno punto la sveglia alle 5 (tranne la domenica).
Ieri sono andata a letto all’una di notte, secondo Voi mi sono alzata?
Non volevo fare così tardi, anzi… poi mi sono messa a scrivere ed è stata la fine.

Stamattina alle 7.30 ero in piedi.
Avevo due possibilità: farmi prendere dal malumore per aver fallito al secondo giorno oppure fare le cose che volevo fare al meglio.

Sarebbe arrivato mio padre per darmi una mano con dei lavori ed avevo fame. Quindi ho posticipato la parte di pratica e studio, ho fatto colazione, messo in ordine la biancheria e attaccato una lavatrice. Nel mentre è arrivato, ci siamo picchiati con la mega finestra del bagno (ma come si fa a realizzare una finestra così pesante?!?) e liberato il terrazzino.
Ad un certo punto guardavamo le prese in casa: troppo poche.
Questo portava ad avere cavi volanti in mezzo alla sala/entrata. Dopo varie elucubrazioni e trovando le soluzioni più astruse, arriva l’illuminazione: spostare il tavolo.

Ebbene sì, la soluzione era sotto il naso e non la vedevo.

Spostare il tavolo ha portato a cascata un sacco di altre cose buone, riordinando finalmente i pochi libri che mi sono tenuta dal trasloco (gli altri li ho tutti regalati), riequilibrando la luce e gli spazi.

Della serie che ci importa della cronaca della tua mattinata direte Voi. Come darVi torto. Se Vi va continuate a leggere e capirete.

Non ho fatto niente di quello che volevo fare stamattina, devo ancora studiare e praticare e la tentazione di non uscire in bici oggi è fortissima, perché a casa si sta bene e fuori fa freddo e sembra che pioverà.
Allo stesso tempo ho fatto tantissimo: occupandomi di me stessa (e per farlo ancora un po’ probabilmente uscirò a pedalare).

Poco importa se rispettate i Vostri programmi alla perfezione o no.

Ciò che conta è muovere energia positiva, rimanere costruttivi, propositivi e attivi.

Sono una perfezionista. Per molto tempo per me, mettermi un programma e non rispettarlo, equivaleva a fallire e tutto quello che ne seguiva non andava mai bene, non avevo seguito il programma originale: un modo di pensare sbagliato.

Ovviamente ci sono i momenti di relax totale, anche di scazzo, momenti in cui far vincere l’apatia è quasi un’imperativo morale per sé stessi, ma appunto sono momenti e tali devono rimanere.
I pensieri un po’ più tristi arrivano, è fisiologico, come lo è avere paura o pensare di non farcela. Ciò che conta è non fossilizzarsi, viverli e lasciarli passare.

Mentre sistemavo ho trovato il libro di poesia di una mia cara amica, morta a marzo scorso. Inevitabile per me è stato rattristarmi, ho anche pianto un po’. Sarebbe stato innaturale obbligarmi a non farlo.
E poco dopo ho ritrovato il libro dei Ching (Libro dei Mutamenti), era un po’ che non me li facevo. Un bel momento, con e per me stessa.

Sto vivendo le mie giornate il più appieno possibile, arrivo a fine giornata molto stanca, perché l’impegno che ho preso, innazitutto con (e per) me stessa è non dare per scontato alcun momento, vivere profondamente ogni cosa che mi capita, trasformare ogni impedimento, ostacolo, dolore in qualcosa di costruttivo, potente, bello.
Fare questo vuol dire impegnarsi e stancarsi.

Non so come concludere questo post, nato improvvisamente con il desiderio di fissare il momento (egoisticamente per me stessa innanzitutto) ma anche di passare un messaggio, ai più noto, affrontato da menti molto più famose ed eccelse di me, messaggio che troppe volte ci dimentichiamo: il nostro atteggiamento è tutto, il modo in cui formuliamo i pensieri le parole e le azioni, come decidiamo di reagire alle situazioni.

Anche se non sembra, tutto dipende da Noi: non si ha il controllo sull’altro, ma su come reagire all’altro sì, sempre.

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