Aprire gli occhi.

Le persone si fossilizzano nelle scelte che fanno come se queste fossero ormai ineluttabili, immodificabili.

Mi ricordo un episodio di un po’ di anni fa.
Un mio amico ebbe un incidente piuttosto serio al seguito del quale ricevette un bel rimborso dall’assicurazione. Con quei soldi decise di comprarsi casa. Rimasi molto stupita perché la vedevo come una scelta da grandi. Non avevamo neanche 30 anni e comprare una casa per me era quasi sintomo di vecchiaia.
Mi risposte posso sempre rivenderla.

Era già molto più avanti di me. Tanto è vero che quella casa ce l’ha ancora, in affitto, perché lui vive all’estero da anni. Per lui quello era un investimento, nulla di definitivo. Io associavo il comprare una casa a viverci a vita, rimanere fermi lì.

Negli anni sono cambiata molto, per tanti motivi, Buddismo in primis.
Sono cresciuta ed ho compreso che il mio immobilismo derivava da insegnamenti sbagliati, insegnamenti da parte dei miei genitori ma anche della società in cui viviamo.
Senza voler scivolare in problemi relativi alla parità di genere (che ci sono purtroppo), viviamo in un mondo dove cambiare lavoro è un atto rivoluzionario, dove vivi in affitto perché non puoi permetterti una casa, non per scelta. Dove non sposarsi, non avere figli (indipendentemente sia uomini che donne) è visto come un ripiego perché non hai trovato un/a compagno/a, perché i figli non sono arrivati.

Oggi, gennaio 2020, dopo tutto quello che ho fatto per essere dove sono, dopo aver aperto la mia ciclofficina, dopo aver lasciato un posto fisso ed essere stata tacciata di essere folle da alcuni e di essere coraggiosa da altri, oggi io non so se farò la ciclomeccanica per tutta la Vita. E finalmente sono in pace con me stessa, nel pensare e nello scrivere una cosa del genre.
Innanzitutto perché la Vita è mia e, soprattutto, perché la Vita è dinamica.

Per crescere, fuori e dentro, bisogna muoversi, sperimentare, tentare.
Dal momento in cui la mattina apri gli occhi e respiri è tutto possibile.

Quando dico queste cose mi prendono tutti per esagerata, mentre io penso che diamo per scontate troppe cose: la prima è che il giorno dopo apriremo ancora gli occhi e avremo ancora tempo.
Non si tratta di essere pessimisti e di vedere tutto nero, non si tratta di fare gesti scaramantici né di gufarsela, è consapevolezza di chi siamo, di dove vogliamo andare ma soprattutto di dove siamo.

La Vita è libertà, non intesa come faccio quello che voglio, ma come libertà mentale.
Ovviamente ho anche io le mie spese, i miei debiti, quattro gatti da nutrire e le bollette da pagare. Al contrario del passato e di quello che pensano in molti, non vivo sulle nuvole, anzi.

Ma tutto queste cose non devono impedirmi di sognare, di cambiare, di voler realizzare cose

Se lo stanno facendo, sto permettendo al mio ambiente, alle mie paure, alle scelte altrui di bloccarmi e di non farmi avanzare.

Qualche giorno fa ho iniziato a visualizzarmi tra qualche anno: chiudevo gli occhi e provavo a vedermi tra quale anno. Così sono nati gli obiettivi per il 2027, quando festeggerò i miei primi 20 anni di pratica.
Cinque anni mi sembravano troppo pochi, dieci troppi. Ho preso a riferimento una delle mie date e così sono nati gli obiettivi dei 7 anni.

Subito mi sono spaventata: sono stata la prima a dire a me stessa dopo tutto sto casino vuoi di nuovo cambiare lavoro. Da quel pensiero è nato questo post.

Quel che conta è che oggi mi sono alzata, ho aperto gli occhi e respiro. Tutto il resto non è scritto nella pietra, tutto il resto è ancora da costruire.

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