Trasformazione.

Ho chiuso e riaperto questo blog non so quante volte.
L’ho trasformato, raso al suolo. Ho provato ad usare questo spazio al posto dei social. Per un po’ è stato solo una pagina con tutti i miei riferimenti online.

Da stasera torna ad essere quello che voleva essere fin da l’inizio: un raccoglitore di idee, di esperienze, di parole che per tanti motivi non posso scrivere da altre parti ma che neanche voglio tenere chiuso in un cassetto.

Ho la presunzione di pensare, in realtà ho anche sperimentato, che la mia esperienza, la mia lotta personale, la mia voglia di non arrendermi mai possono essere di aiuto e ispirazione ad altri.
Il web è un posto ampio, magari non ci si incontrerà, oppure…

C’è un luogo dove parlo di bici, del mio lavoro ed anche delle mie cadute e delle mie risalite, ma tutto è connesso alla bicicletta e alla mia attività di ciclomeccanica.
Gli off topic, come si dice in gergo, sono mal tollerati.
Ci sono regole che non amo, ma rispetto. Per lavoro ma non solo.
Quel luogo mi è costato tanto impegno, tuttora è un investimento di tempo e non voglio rovinarne l’essenza.

Ma io non sono solo biciclette e ciclomeccanica, sono tante altre cose.
Il mio cervello ha bisogno di sentirsi vivo, di sperimentare, di cambiare.
La mia necessità di scrivere va oltre il piano editoriale, la seo, ciò che vogliono i lettori.
La mia necessità di scrivere è prima di tutto mia, un gesto egoistico, un bisogno quasi primordiale.

Se attraverso tutto questo, se attraverso i miei racconti, le mie avventure, riflessioni, poesie, quadri, io posso anche solo incoraggiare una persona allora sentirò di aver compiuto la mia personale missione.
Perché è questo ciò che sento, è questo quello che avrei voluto facessero con me in tante occasioni.

Ho deciso di trasformare tutto il dolore di questi ultimi mesi, ma anche di usare l’immensa forza che sento di aver dentro per qualcosa che va oltre la mia semplice Vita.
Da tutto questo nasce questo blog. Nella sua semplicità e forse nella sua inutilità.